Cammino di Santiago: la metafora della vita

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Il Cammino: ho il sorriso e la pelle d’oca… ogni volta che ne parlo.

Non so se riuscirò a trovare la giuste parole per descrivere quello che mi ha lasciato interiormente questa incredibile esperienza, in cui ho attraversato uno fra i siti più affascinanti del patrimonio mondiale dell’Unesco ma soprattutto ho camminato attraverso me stessa.

Nonostante avessi sentito parlare, avessi visto dei documentari, letto dei libri ed ascoltato le esperienze altrui, non era mai scattata in me alcuna “molla” da farmi dire ”Parto per il Cammino di Santiago”.

Un giorno, di ritorno da un pranzo con parenti e familiari in cui ascoltai momenti del Cammino di mia cugina, qualcosa cambiò e ciò che riuscii a dire a mio marito a fine serata fu: Scelgo di partire. Lui non mi rispose, non mi disse se sarebbe venuto con me o meno. Ed io non gli chiesi niente. Sentivo solamente che dovevo mettermi in cammino, che era una scelta del tutto personale e non potevo costringerlo a condividerla con me. Mio marito, dopo una settimana in cui non affrontammo mai il discorso, una sera mangiando mi disse: “Parto anch’io”. E non ci fu bisogno di dire per dove, bastò uno sguardo ed il silenzio. Ecco il mio Cammino di Santiago è iniziato quel giorno.

Abbiamo trascorso un anno di preparazione fisica affrontando quelle che credevo fossero “fatiche” ma che in realtà si sono rivelate sciocchezze a confronto di ciò che ho provato durante il Cammino. Durante l’inverno di preparazione era impossibile non riconoscerci: andavamo in giro con zaino in spalla, scarpe da trekking, mantella impermeabile ed ogni istante libero lo dedicavamo a camminare tra salite e dolci colline, su strade asfaltate e non. Niente ha ostacolato o arrestato la nostra preparazione fisica, né i primi bruciori ai piedi, né gli acquazzoni presi senza ombrello, né le prime sfacchinate o i primi scoraggiamenti scanditi dalle parole “ce la faremo? ”. Questi sono stati i nostri primi Km.

Trascorre un anno velocemente ed eccola, arriva la data reale della partenza: 08.08.2010. Non ho l’adrenalina come quando parto per i viaggi di piacere. C’è qualcosa che mi rende stranamente concentrata. Decisa.

Iniziano i nostri primi, veri “passi” sul Cammino e l’emozione è immensa… sento qualcosa che mi rende “forte” ma non so dire che cos’ è, non riconosco questa forza in me.

Il percorso mi stringe subito la mano dicendomi: “Piacere, Benvenuta…”. Inizio pian piano a capire cosa voleva dire quel ”non sarà facile” perché la fatica mi assale, non fa sconti, non è nostra complice e non è certamente da sottovalutare. In fondo è come la Vita, non è comoda, certe volte è in salita e devi farti forza per affrontare ancora la “Strada”. Sento che ognuno è solo con se stesso. Si perché, anche se al mio fianco c’è la persona che cammina con me e a cui mi posso affidare sempre (e lui viceversa), ognuno di noi affronta tutto in solitudine. “La forza devo trovarla dentro di me” mi ripeto passo dopo passo, dopo ogni goccia di sudore che verso. E cammino… cammino ancora…

Capisco subito che è una sfida con la mia mente. Perché se trovo la determinazione affronto qualsiasi cosa. Ma se mi arrendo beh allora la fatica, il caldo, i dolori, le vesciche avranno la meglio.

Passano i giorni ed inizio a staccare gli occhi dalla strada, a non contare più i km che mi attendono per arrivare all’albergue, a non programmare più le fermate. Inizio a godermi maggiormente il paesaggio che, nella sua semplicità e ricchezza, è unico. Il Cammino offre una vastità di panorami immersi nelle sue variegate regioni spagnole. Come nella vita di ogni giorno, basta guardarsi intorno ed apprezzare ciò che si ha, la semplicità di ciò che mi circonda mi rende felice.

Il Cammino inesorabilmente scorre con la prima tendinite o con il mal di schiena, ma i nostri piedi hanno ancora “fame” di strada.

Ed è proprio durante i giorni in cui ho più difficoltà fisiche che mi trovo a camminare di fianco ad altri Peregrinos che da ogni parte del mondo sono arrivati qui, come noi, per giungere fino a Santiago. Scambiamo due parole, facciamo amicizia, condividiamo pensieri profondi o frivolezze, mangiamo insieme, cantiamo lungo il percorso, poi ci perdiamo perché qualcuno ha un passo più veloce del mio ed altri più lento. Poi ci ritroviamo in qualche città più avanti ed è come riabbracciare un fratello, un vecchio caro amico. Che bellezza!

Lo zaino è praticamente vuoto ma sembra che aumenti ogni giorno il suo peso. Come nella vita, ogni giorno aumenta il tuo bagaglio, si fa sempre più ricco di esperienze e certe volte di difficoltà, però mi abituo a portarlo. So come affrontare il peso, quando fare una sosta e quando proseguire instancabilmente.

E dopo tante notti con sveglia alle 3.00 o alle 4.00 di mattina, avendo apprezzato scenari mozzafiato che sono rimasti scolpiti nel cuore, la solidarietà sperimentata tra Peregrinos, le innumerevoli tortillas mangiate a colazione, avendo perso ogni contatto con la realtà-tecnologica, riaffiorano stati mentali ormai seppelliti, riappare qualcosa che la vita quotidiana e la routine lentamente ti offuscano. Appare la gioia dei momenti che vivi, della gente che incontri, nascono nuovamente i sorrisi. Sì perché il Cammino è costellato da sorrisi, sempre. Sorrisi di ogni età, provenienza e colore, sono i sorrisi degli occhi e del cuore.

Siamo in cammino ormai da quasi 30 giorni e dovremmo essere quasi alla meta. Ecco infatti in lontananza il cartello “SANTIAGO” che inizia a far capolino. Allento istintivamente quasi del tutto l’adrenalina, la tensione, la concentrazione, mi abbandono alla fatica ma non siamo ancora del tutto arrivati. Gli ultimi km sono i più spietati, ma ci siamo. Santiago siamo giunti a te ed è una felicità immensa.

Questa Compostela, che ancora oggi stringo tra le mani, mi ricorda che non mi sono fatta impaurire dalle difficoltà, ho ascoltato i miei passi e il mio cuore. Spesso ho pensato di non farcela ma alla fine ci sono riuscita. Mi ricorda di aver camminato come se la strada stesse aspettando solo la mia impronta. Ho camminato intensamente per raggiungerti, Santiago, e soprattutto ho camminato incontro a me stessa. Santiago mi hai insegnato a lottare sempre e che ogni giorno la Vita offre un’altra possibilità. Ho scelto il Cammino di Santiago, ho scelto di amarlo e di viverlo con passione. Sono tornata a casa ed ho indossato il tuo più bel regalo: Nuovi Occhi ed una nuova me. Ho creduto in questo sogno e si è avverato.

 Santiago è la metafora della Vita perché Santiago è la Vita.

 “Donde se cruza el camino del viento con el de las Estrella” Alto del Perdon

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