Mauritius: il risveglio dei sensi

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Non è così semplice smuovere gli ormai sopiti sensi da un freddo, noioso ed interminabile Gennaio, specie se intorno i tuoi occhi vedono solo neve e gelo!

Ma le “possibilità” corrono infinite davanti a noi ogni giorno, basta solo coglierne una e tutto cambia.

La nostra “possibilità” si è verificata grazie ad un’offerta presa al volo da mio marito per staccare un po’ dalla routine, ma soprattutto per festeggiare sia il nostro anniversario che il suo compleanno.

Ci catapultiamo dopo 11 ore di volo dall’Italia nell’altro emisfero terrestre, nell’Oceano Indiano, esattamente nell’isola di Mauritius, in quello che ho scoperto essere un delizioso Eden incastonato nelle favolose Isole Mascarene.

Le nostre percezioni già hanno subìto un bel colpo passando da -10° a +30° e non ho impiegato molto a capire che qui potevo davvero rilassarmi e lasciarmi coinvolgere da questo intimo gioiello.

È stata una vera e propria esplosione di benessere affondare i miei piedi in quella caldissima e bianchissima spiaggia in zona Flamboyant e lasciare che i miei occhi si colorassero al riflesso del mare azzurro quasi abbagliante. E’ bellissimo vedere le rocce nere di origine vulcanica che contrastano con il celeste quasi argenteo del mare. Ricordo ancora quando respiravo dalle mie mani i profumi di quel mare, di quei colori, dei piccoli pesci che arrivavano fino a riva.

Ci vuol poco qui per dimenticarsi di tutto il resto, specie se hai appena lasciato un paese ricoperto di neve.

Essendo io e mio marito due inguaribili amanti delle escursioni (parlo di quelle che ti portano in lungo ed in largo, che ti fanno arrivare a sera quasi stremata, che ti insegnano e ti fanno scoprire una Terra), il nostro secondo giorno al “resort” ci vede infatti già in direzione della nostra prima escursione.

[ Attenzione ho detto “resort”: se qualcuno avesse letto il mio About Me si ricorderà anche che ho affermato che la vita in queste strutture non fa per me. Devo dire che su Mauritius non abbiamo trovato altre tipologie di alloggio e quindi abbiamo accettato la sfida con noi stessi. Quanto resisteremo sotto il sole in una bellissima struttura nella cornice del dolce far niente? Non so se abbiamo fallito o meno… ma un giorno, almeno uno, ovvero il primo giorno, quello in cui siamo arrivati dopo 11h di volo, beh abbiamo resistito ed abbiamo ceduto al lettino ed ombrellone rigorosamente di paglia! ]

Quindi la nostra prima meta sono le Terre dei Sette Colori di Chamarel. I miei sensi visivi si sono più che risvegliati, sono esplosi. Questo è un parco abitato da bellissime tartarughe giganti facilmente avvicinabili, formato da una spettacolare conformazione geologica i cui colori sembrano un arcobaleno. Le sfumature di questa terra sono dovute ad una combinazione di sostanze di origine vulcanica la cui particolarità è che quando piove sembrano mischiarsi, ma appena ritornano asciutte nuovamente si riposizionano nell’ordine di sfumatura. E’ un effetto unico al mondo che dà origine ad un paesaggio magico, quasi misterioso.

La natura ancora incontaminata e selvaggia di quest’isola è favolosa. Ricordo file e file di pipistrelli giganti appesi ai fili e scimmie allo stato brado incontrate durante il percorso che conduce ad un ombreggiato sentiero dalla cui vetta si gode una bella vista delle cascate alte 30 mt. Che aria pura e che vista spettacolare!

Quest’isola di Giada ha il potere di offrire dei panorami ineguagliabili. Molti di questi li ho apprezzati durante un’intera giornata passata a largo su un catamarano.

Quel giorno abbiamo incontrato persone favolose, ballato con loro, pranzato insieme a bordo, ci siamo divertiti e ci siamo scambiati esperienze di vista vissuta in viaggio. Esplorare con loro l’Oceano Indiano, facendo snorkeling in uno dei mari più belli al mondo, farsi pure un giro in para-sailing, navigare con una piccola imbarcazione fin sotto alle rumorosissime cascate o sbarcare a l’Ile aux Cerfs, direi che nulla ha avuto più valore in questo viaggio.

Quest’ultima isoletta è veramente il risveglio sensoriale grazie ai suoi colori e profumi. Un’isola il cui piccolo interno è intricato da mangrovie e in cui è possibile trovare dei cervi allo stato brado. Non credo di sbilanciarmi troppo dicendo che può essere raffigurata come il Paradiso dell’Oceano Indiano. È proprio qui che un abitante del posto mi ha spiegato la storia del Dodo, uccello inetto al volo, columbiforme, ormai estinto. Storia molto curiosa.

Ancora avidi di scoperte, ci lasciamo affascinare dalla popolazione di Mauritius. Scopriamo giorno dopo giorno quanto siano cordiali gli abitanti dell’isola e al tempo stesso quante diverse etnie vivono qui.

Ci sembra rispettoso, com’è oltretutto loro usanza, far visita ai luoghi sacri appartenenti ad altri credi religiosi. Ci siamo recati al lago “Ganga Talau”, luogo più sacro per gli Induisti e conosciuto anche come “Grand Bassin”. E’ un lago il cui bacino occupa un cratere vulcanico oggi inattivo, meta di moltissimi pellegrinaggi.

Sono felice perché a Mauritius i miei sensi sono stati appagati godendo del bellissimo mare, delle bianche spiagge coralline con le nere rocce vulcaniche, della vegetazione, dei suoi fenomeni magico-geologici, del suo delizioso cibo, delle sue spezie, del profumo leggero dei frangipani, del carattere dell’isola forte e deciso come il suo rhum.

Ma ciò che i miei occhi ancora oggi vedono è la parte più bella: la pacifica convivenza tra popoli di varie etnie. Non credo sia così semplice vivere in completa armonia, in un lembo di terra grande come tutta Londra, ben 11 lingue di cui due ufficiali e 40 credi religiosi diversi. Mi innamora assistere ad una tale pacifica accettazione e rispetto del prossimo.

La “Diversità”, che parla un’altra lingua, che ha un altro credo, che costruisce le proprie sedi di culto a pochi metri di distanza dalle altre, che partecipa alle tradizioni di altre religioni con convivialità e gioia… non è poi così diversa!

Ecco perché Mauritius mi è rimasta dentro! E’ una piccola, Grande isola che può insegnarci molto, è il Paradiso sia per i suoi tratti naturali che per la sua Energia.

Mauritius è capace di colmare gli occhi con una nuova luce riflessa dalle sue bellezze naturali ma principalmente è capace di colmare il cuore mettendo le Anime in pace.

 

Un Giardino che il Signore volle posare sulle acque, Mauritius è il luogo dove canta il mare e riposano gli uccelli… (Paul-Jean Toulet)

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