Egitto: la storia tangibile

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È una terra traboccante di storia millenaria dell’umanità. Culla della civiltà Egizia, antichissima e complessa. Moltissimi ancora oggi sono i segni tangibili della sua grandezza: le Piramidi, la Sfinge e tutte le rovine d’età faraonica che ancora giacciono in quelle valli.

Il primo impatto all’arrivo è già impressionante… una lunga dritta interminabile strada completamente immersa nel deserto sabbioso ci conduce al nostro resort quasi al confine con il Sudan dopo 2-3h di viaggio. I beduini, con i loro cammelli, che contornano qua e là i bordi della strada nella parte desertica, ci lasciano pian piano immergere in una nuova atmosfera, dal sapore arido, silenzioso e misterioso.

Sin dal primo giorno questa Terra ci accoglie con i suoi colori. È impossibile non tuffarsi alla scoperta della barriera corallina – una tra le più intatte al mondo – che a pochi metri dalla riva scende giù ricca, colorata e così gremita di fauna marina, senza dubbio uno spettacolo della natura. I colori del Mar Rosso sono davvero invitanti.

È una Terra che ci fa toccare con mano archeologia e sogni faraonici”. Il richiamo storico che emanano i suoi resti è per me molto forte. Sin dai banchi di scuola, la storia Egizia mi ha sempre affascinato, ho sempre amato scoprire le sue origini, sono sempre stata alla ricerca di quel fascino e quell’enigma… chissà, forse seppelliti dalla sabbia o rinchiusi nelle Piramidi.

Partiamo così alla scoperta di Luxor, l’antica Tebe, il tempio di Karnak o di Amon. È un sito senza tempo, imponente, che è nato e cresciuto insieme all’Egitto stesso. Reperti archeologici e storici sono di una maestosità senza eguali. È il sito archeologico più importante tra i siti faraonici dell’Egitto. È stato ampliato dal susseguirsi delle dinastie, il suo sviluppo è durato 1500 anni. La magnificenza dei suoi colonnati, la sua monumentalità, i rilievi,  lo rendono un luogo unico al mondo. Oltretutto ben custodito, il suo viale costeggiato da sfingi, mi ha lasciato in contemplazione e senza parole. Era definito “ipet-sut ovvero la più perfetta delle sedi… beh in effetti come contraddire questa affermazione!

Mi son sentita “investita dalla storia”, in maniera devastante.

Ma siamo solo all’inizio. Resto completamente in estasi quando finalmente metto piede nella Valle dei Re. Anche questo un complesso archeologico di notevole importanza. Per circa 500 anni è stata la sede per le sepolture dei Faraoni dell’antico Egitto. Ad oggi sono state ritrovate ben 63 tombe dei Faraoni mentre per le consorti era destinata un’altra area: la Valle delle Regine con più di 70 tombe riccamente decorate. La zona, sovrastata da una montagna dal nome Colei che ama il Silenzio”, è stata già nell’antichità, depredata più volte ed anche la stessa tomba di Tutankhamon ha subìto vari furti e saccheggiamenti. Insinuarsi negli stretti cunicoli che conducono alle tombe dei Faraoni, oltre che leggermente claustrofobico (e magari non proprio confortevole per chi come me è alto 1.78cm) è  tuttavia uno spettacolo inimmaginabile. È stato un sogno che si è avverato. Pensare che tali tombe erano curate dai sacerdoti funerari e realizzare che sei proprio lì, a rivivere la storia dei Faraoni così magica e maestosa, è stata una fortissima emozione.

La pelle d’oca l’ho provata ammirando anche i Colossi di Memnone. Eretti 3400 anni fa, sono due enormi e possenti statue gemelle del Faraone Amenothep III. I Colossi avevano la funzione di fare da guardia al complesso funerario e centro di culto quando il Faraone era ancora in vita. Sono detti le Pietre che Cantano” perché, a causa del surriscaldamento, alcune pietre all’alba emanavano singolari rumori.

L’Egitto mi ha offerto anche momenti spensierati e divertenti: come quella volta in cui siamo uscite in sella ad un magnifico cavallo nel deserto ed abbiamo sorseggiato del the all’ombra di una tenda beduina, perdendo anche il senso dell’orientamento visto che noi occidentali non siamo abituati a non avere punti di riferimento, come succede nel deserto!

L’Egitto mi ha regalato tramonti silenziosi e caldi che ci hanno accompagnato uscendo dal deserto, giungendo fino alla striscia di sabbia che si confondeva con il mare.

Saluto l’Egitto, saluto la Storia Egizia, gli stupendi siti archeologi, saluto il suo bellissimo mare ed una barriera corallina così intatta da essere unica al mondo, saluto una terra difficile che nonostante tutto ci ha avvolto nei suoi colori, nella sua materia e nella sua storia che ritroviamo presente oggi come 3000 anni fa.

Saluto anche parte del mio cuore perché, come avviene ogni volta in viaggio, in un luogo che amo, ci lascio sempre una parte della mia anima.

 

Immagine

Tutankhamon (Immagine vivente di Aton)

 

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