Symi: colori a tinte forti sull’Isola delle Spugne

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Non distante dall’isola di Rodi sorge nel Mar Egeo un piccolo e coloratissimo paradiso, un angolo quieto in cui “abbandonarsi” sembra l’unica cosa da fare. Si tratta di una piccolissima isoletta, non molto conosciuta nonostante sia così pittoresca e ben conservata. E’ Symi, un tempo centro fiorente del mercato delle spugne, ad un passo, oh pardon… ad una nuotata dalla Turchia.

Sbarcando si può subito ammirare il suo porticciolo neoclassico e le casette colorate che sembrano tuffarsi giù dalla collina, fino a toccare le brillanti acque, offrendo uno spettacolo da cartolina. I colori del mare e della vegetazione sembrano riflettersi nelle case pastello, i cui colori si accendono al tramonto o nelle giornate particolarmente infuocate dal sole.

La cittadina di Symi si divide nei quartieri di Gialos, la zona del porto, e Chorio, la parte alta circondata dalle colline.

Gialos, nonostante sia dai primi anni ’70 area architettonica protetta, è il cuore vivace e commerciale della cittadina con bar negozi, ristoranti, bus e taxi. E’ bello passeggiare per le viuzze e trovarsi di fronte alla bellissima torre dell’orologio denominata Roloi, risalente al 1881, oppure davanti alla statua di  Michalaki, il piccolo pescatore che sembra pronto ad accogliere i visitatori in arrivo con i traghetti.

La zona alta dell’isola di Symi, Chorio, è veramente rappresentativa della vita che scorre silenziosa su questo piccolo gioiello. I rumori dei “mestieri”, ancora oggi portati avanti di fronte alle proprie case dove le signore si siedono e ricamano un corredo all’uncinetto o nelle poche botteghe artigiane in cui il trascorrere delle ore viene scolpito al ritmo di scalpelli o tagliaferro.

Alcune pecore girovagano indisturbate nel dedalo di scalinate e vicoli pitturati e stretti, dal “sapore dimenticato”.

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Il centro, Kastro, è dominato da una fortezza che fu costruita dai Cavalieri di San Giovanni con l’intento di espandere un antico castello bizantino.

Le piccole chiese, che sembrano spuntar dal nulla e l’entroterra verdeggiante e rigoglioso, rendono il paesaggio autenticamente selvaggio e puro.

 E pensare che un tempo Symi e Rodi sono stati gioielli strappati dal governo Giolitti all’impero ottomano. Ma la storia ha fatto il suo corso e nonostante la lingua Italiana non sia più insegnata, qualcosa è rimasto intatto come quando appartenevano all’Italia: asini allo stato brado, la gente che si reca nei kafenion per un buon caffè e per chiacchierare ed ancora oggi ritroviamo i protagonisti degli abissi in cui cadono a capofitto, in apnea, alla ricerca delle spugne, frugando tra relitti e rocce del profondo Mar Egeo. Tutto ciò è ancora “palpabile” e vivibile nel negozio di Dinos alla fine del ponte di Yalos. Tappa imperdibile.

L’isola ospita anche altri villaggi oltre la capitale: il villaggio di Pedi, un tradizionale villaggio di pescatori con qualche taverna, una piccola spiaggetta in ciottoli e alcuni litorali sabbiosi. A sud invece si trova Panormitis in cui è situato il monastero dell’Arcangelo S. Michele “Moni Taxiarchis Michail Panormitis” risalente al XVIII sec., Santo Patrono dell’isola e protettore dei marinai. Questo monastero, in stile veneziano, è ancor oggi meta di pellegrinaggi. Si narra che l’Arcangelo S. Michele sia solito apparire in sogno a chi dorme sull’isola la prima notte.

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Symi, con le sue frastagliate coste ed i suoi villaggi di pescatori, ha il potere di regalarti sapori del Mediterraneo, di donarti sensazioni di pace e totale benessere, di farti vivere uno spettacolo “naturale e lento”.

Fate come me, regalatevi del tempo nelle incantevoli e desertiche baie, magari in ottima compagnia, davanti ad un calice di buon vino e del buon pesce, seduti al porticciolo, inondati dal profumo di rosmarino a guardare le stelle che si tuffano in mare… perché credetemi… è un’esperienza purificante!

 “Graecia capta ferum victorem cepit.” (Cit. Orazio)

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