Cabo de São Vicente: il Faro che guarda la “fine della terra”

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Vicinissimo alla remota e tranquilla cittadina di Sagres, in Algarve, si trova ciò che veniva definito dagli antichi romani Promontorium sacrum, ovvero Cabo de São Vicente il punto più occidentale di tutta Europa.

Sin dai secoli passati ha rappresentato l’ultimo lembo di terra conosciuto dopo il quale i marinai si avventuravano in acque aperte e sconosciute, in quanto si credeva che al di là di quell’ estremità, non ci fossero più terre da scoprire.

Cabo deve il suo nome ad un prete spagnolo, San Vincenzo, i cui resti sembra siano stati ritrovati tra le selvagge scogliere.

Oggi sulla punta più arida e irta, vi è un bellissimo Faro alto 24 mt., costruito su quello che era il sito di un vecchio convento francescano, 4930il resto delle fortificazioni sono andate distrutte nel 1755 durante un violento terremoto.

Ho avuto la fortuna di incontrare un guardiano che molto gentilmente ci ha offerto una visita all’interno del Faro. E’ stata un’esperienza veramente interessante, ci ha catapultato nella storia e nelle vicissitudini che hanno attraversato quest’opera architettonica ed ingegneristica spiegandoci il vecchio e nuovo meccanismo di funzionamento.

Il guardiano infatti ci ha raccontato che il Faro fu costruito su ordine della Regina Maria II ed iniziò ad essere operativo già dal 1846. Dopo alcuni anni di disuso, fu ingrandito e reso nuovamente funzionante aumentando di grandezza e cambiando il meccanismo utilizzato originariamente alimentato da una lampada ad olio d’oliva, passando poi alla benzina e successivamente all’elettricità diventando così, con le sue due lampade da 1.000W ed un raggio d’azione fino a 60km, uno dei fari ottici più importanti e grandi al mondo (esistono infatti solo nove dispositivi ottici di questo tipo che operano in tutto il mondo).4941

Il Faro, lo ammetto, ha sempre avuto un fascino indiscusso, non solo per gli interni che fino ad oggi ho solo fantasticamente immaginato, ma soprattutto perché è il custode delle rotte marine e in questo caso, tra le più trafficate al mondo. Finalmente ho potuto calpestare gli strettissimi scalini a chiocciola che salgono fin sopra alle lenti Fresnel e vedere lo sconfinato Oceano Atlantico dall’alto.

Il Faro domina le scogliere che scolpiscono il paesaggio per 75mt a picco sul mare. Faraglioni erosi dal vento che assumono tratti selvaggi epici, cangiano al tramonto dal giallo ocra al rosso fuoco, riescono ad imprigionare la vastità del silenzio che viene rotto dal rumore del mare e dai forti venti… sovrastando ogni altro pensiero.

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Cabo de São Vicente è un ventosissimo promontorio che cattura non solo per i panorami mozzafiato ma anche gli appassionati di birdwatching: numerose specie di uccelli nidificano tra le scogliere e scorgerli con un obiettivo fotografico è impressionante.

A circa 1 km dal Cabo de São Vicente si trovano i resti di ciò che un tempo era un hotel costruito nel 1632 sul sito della vecchia fortificazione: Fortaleza do Beliche. Non è purtroppo visitabile anche se consiglio una sosta per scattare delle magnifiche foto e godere di panorami sensazionali.

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Cabo de São Vicente e il Faro di D. Fernando hanno la capacità di farti sentire alla fine del mondo. Ogni onda che si infrange nelle scogliere assume una luce differente come la bellezza della luce sprigionata dalla sentinella del mare che offre un approdo sicuro ai naviganti.

La visita all’interno del Faro mi ha fatto capire quanto queste meraviglie rappresentino la speranza e la via di casa per i marinai, la rotta da seguire. La luce sprigionata è paragonabile alla vita, ad un porto sicuro dopo aver solcato i mari ed impetuose onde. Questo luogo e quest’opera, tra le più importanti al mondo, hanno un fascino tumultuoso e malinconico che richiama la tempesta in mezzo al mare e la felicità di ritrovare la rotta dopo essere stati in balia del nulla.

Come in una metafora “una piccola luce lontana può rappresentare la salvezza” dopo un infinito buio una fioca luce si tramuta in vita!

“Finis Terrae… come Finisterre per la Spagna, qui a Cabo de São Vicente finisce la terra alle tue spalle e lo sguardo volge verso l’oceano, le onde, il vento… l’infinito” (Viaggidiroby – Wanderlust)

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