Uluru: il monolite del mistero

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Uluru (il nome aborigeno di Ayers Rock), l’icona per eccellenza del continente australiano, è molto di più che un enorme monolite, o un grande massiccio composto di arenaria, il cui processo di generazione si ritiene sia iniziato 500 milioni di anni fà.

Uluru è energia, è magnetismo, è il simbolo di radici millenarie, è un Viaggio agli antipodi, un Viaggio nel passato e nelle tradizioni aborigine, è capace di trasmettere un’imponenza incredibile.

Si dice che “…chi si perde ammirandolo, cambierà per sempre”. Un’aurea cosmica, ancestrale e magica riesce ad avvolgerti e catturare l’attenzione. Per ore.

Uluru sa trasmettere la sua forza innanzitutto cangiando colore durante le ore del giorno, grazie ai minerali che riflettono la luce rossa.

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Uluru ti induce ad allontanarti mentalmente dalla realtà, sa farti perdere la cognizione del tempo, ti rende testimone di una metamorfosi naturale incredibile.

E’ questo che ho amato maggiromente dell’ Australia: la sua natura indomita ed incontaminata. Uluru, infatti, circondato da un paesaggio sconfinato e selvaggio, sembra esserne la testimonianza.

Dislocato nell’outback australiano, è stato designato dal 1987 Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. Uluru, monte sacro agli aborigeni, è lo scrigno di un enorme tesoro culturale e naturale, e sembra vegliare sulle anime degli Anangu.

Molte sono le leggende che si raccontano su Uluru. Scienziati affermano che questo blocco di arenaria potrebbe essere in realtà ciò che rimane di una luna terrestre, un meteorite caduto 3.5 miliardi di anni fa trafiggendo il cuore semidesertico del Red Centre australiano.

Alcuni credono che gli insoliti fenomeni di corrosione siano stati lasciati da Tatji, la Lucertola Rossa, la quale scavò la terra alla ricerca del suo boomerang. Altre leggende ancora sono invece tramandate di generazione in generazione dagli Aborigeni il cui contenuto … “non è dato sapere“.

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Sono felice di aver rispettato le loro tradizioni ed il loro volere quando, visitando il parco, ho scelto di non scalare il monte, essendo considerata, quest’attività, una profanazione di un simbolo sacro e spero, oggi, con questo mio semplice scritto, di non violare i credi aborigeni per aver nominato un simbolo sacro. Ritengo legittimo che dal 2019 non sarà più permesso scalare Uluru per rispettare le leggi e le tradizioni di un popolo.

Sono totalmente dalla parte degli Anangu, gli aborigeni che hanno infatti dichiarato: «Rispettate le nostre leggi come noi rispettiamo le vostre. Noi, i tradizionali proprietari della terra Anangu, abbiamo questo da dire. L’Uluru è sacro nella nostra cultura, un luogo di grande conoscenza. In base alla nostra legge tradizionale non è permesso scalarlo. Questa è la nostra casa. In qualità di custodi di questo luogo siamo responsabili per la vostra sicurezza e il vostro comportamento. Troppe persone non ascoltano il nostro messaggio. Troppe persone sono morte o sono rimaste ferite provocando una grande tristezza. Ci preoccupiamo per voi e per le vostre famiglie. Per favore non scalate l’Uluru».

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Uluru: ci hai chiamato a te e siamo giunti ai tuoi piedi ammirandoti, osservandoti, rispettando il silenzio che imponi e le tradizioni del tuo popolo. Non so se qualcosa è cambiato in noi, però ogni tramonto che osservo, ogni colore, ogni sfumatura che ammiro ed ogni roccia che sfioro, mi riconduce a Te, smarrita e al tempo stesso vigile, e la tua imponente immagine mi infonde grande forza. Grazie.

«Il potere indecifrabile di quella roccia mi fece battere all’impazzata il cuore. Non mi aspettavo nulla di così misteriosamente, primordialmente bello» ( cit. Robyn Davidson nel libro Sentieri)

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6 risposte a "Uluru: il monolite del mistero"

    1. Nell’ ultima foto ci sono delle impronte di mano. Sono le mani degli aborigeni. È impressionante appoggiare la propria mano “sopra” la loro impressa li.. ti senti a Casa loro e forse un po’ invadente da visitatore curioso..

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      1. Mi sorprende sempre la tua capacità di soffermarti anche su delle piccole sfumature come questa, e di saperle rendere in modo sempre molto suggestivo. Grazie per la risposta! 🙂

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